mercoledì 25 giugno 2008

domenica 22 giugno 2008

Piazza Carlo Alberto, Torino


coerenza

Che sia di destra o di sinistra, gran parte della gente non sa far altro che lanciare critiche a tutto spiano al Governo di parte opposta alla sua fede politica. E' vero che oggi anch'io, a soli 21 anni, sono stanca di un Paese che non è come dovrebbe essere, ma noi stessi dovremmo per lo meno imparare a muovere delle critiche costruttive, al proporre delle soluzioni, almeno sul piano teorico, visto che per quanto riguarda l'Italia, gli istituti di democrazia diretta non hanno una funzione reale di alternativa alle decisioni governative.
Non lamentiamoci di uno Stato corrotto, se, a partire dalle amministrazioni locali, tanta gente è solo capace di votarti per conquistare il diritto di ricattarti una volta ottenuta una carica. Eleggiamo i nostri rappresentanti, ed esigiamo di essere rappresentati, con rispetto dei nostri diritti e garanzie costituzionali.
Al Governo pullulano una serie infinita di leggi ad personam, ma quante volte un cittadino si è aspettato un favore, lo ha richiesto, ha domandato una "spinta" e poi è andato in giro lamentando uno Stato corrotto, un mondo di raccomandati, un disdegno per i favoritismi o peggio ancora per l'italiano nepotismo.
Dobbiamo esigere equità e giustizia da noi stessi in primo, se la esigiamo poi dai piani più alti e dagli altri in generale!

sabato 21 giugno 2008

Cultura e pedanteria

[...] Lo studentuncolo che sa un po' di latino e di storia, l'avvocatuzzo che è riuscito a strappare uno straccetto di laurea alla svogliatezza e al lasciar passare dei professori, crederanno di essere diversi e superiori anche al miglior operaio specializzato che adempie nella vita ad un compito ben preciso e indispensabile e che nella sua attività vale cento volte di più di quanto gli altri valgano nella loro. Ma questa non è cultura, è pedanteria, non è intelligenza, ma intelletto, e contro di essa ben a ragione si reagisce. La cultura è una cosa ben diversa. E' organizzazione, disciplina del proprio io interiore, è presa di possesso della propria personalità, è conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti e i propri doveri. [...]

29.01.1916, Antonio Gramsci

prime reali opinioni sul mondo

La disaffezione nei confronti della politica è inevitabile, quando fare il politico significa soltanto aver fame di potere e di gloria. Se i partiti continueranno a svuotarsi dei loro ideali e delle loro piattaforme programmatiche, tendendo ad una mediocre uniformità infetta di demagogismo, se non emergeranno homini novi realmente interessati a sollevare le sorti del paese e non soltanto impegnati a difendere i privilegi della "casta" a cui appartengono, se continuerà a dominare un'ignoranza fondata sulla superficialità, se il presente spesso è addirittura meno noto del passato, allora il declino della democrazia sarà inevitabie!